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Davanti alle sezioni unite della Suprema Corte Per il PG Martone “si” al trasferimento di De Magistris e riapetura del procedimento per la “fuga di notizie”

Giornata da stress emotivo e di sorprese o prevedibile quella vissuta oggi dal sostituto Pm di Catanzaro, Luigi De Magistris? Sicuramente avrà ascoltato impassibile la requisitoria del Pg della Cassazione Antonio Martone, fatta stamane davanti ai giudici delle Sezioni unite civili della Suprema Corte. Il Procuratore Generale ha sostenuto che il ricorso di De Magistris, avverso la sentenza del CSM del 18 gennaio, deve essere decisamente respinto. Quindi il pm catanzarese deve essere trasferito dalla attuale sede, per motivi disciplinari. Il Consiglio Superiore della Magistratura aveva deciso oltre il trasferimento d’ufficio e dalle funzioni, anche la sanzione della censura, di De Magistris per aver violato «regole di particolare rilievo durante la conduzione delle inchieste “Toghe lucane”, “Poseidone”e “Why Not”. De Magistris era stato prosciolto, invece, dal CSM dall’accusa di aver mancato di cautela nei rapporti con la stampa. Il PG Martone ha chiesto invece di riaprire il procedimento disciplinare per quanto riguarda le contestazioni sulla parte relativa ai“rapporti disinvolti che De Magistris avrebbe tenuto con la stampa”. In tal senso ha così accolto una parte del ricorso presentato dal Ministro della Giustizia sulla sentenza disciplinare del Csm nei riguardi del Pm di Catanzaro. Nel caso le Sezioni Unite accogliessero tutte le richieste del pg Martone,verrebbero confermate le azioni disciplinari di trasferimento d’ufficio e funzioni del pm di Catanzaro ed il Csm dovrebbe aprire un nuovo procedimento per valutare il comportamento di De Magistris in merito ai suoi rapporti con la stampa, per i quali era stato in precedenza assolto. Tra le gravi violazioni contestate a De Magistris, nella sentenza del ‘Tribunale delle Toghè, quella di aver nascosto in un armadio blindato i nomi del generale della Guardia di Finanza, Cretella e del senatore di Forza Italia, Pittelli senza iscriverli subito nel registro degli indagati. E’ difficile che il parere delle Sezioni Unite della Cassazione, riunitesi questa mattina e presiedute dal presidente Raffaele Corona, difficilmente arriverà in serata anche perchè le sentenze civili, come appunto quelle sui provvedimenti disciplinari ai magistrati, sono pubblicate solo con le motivazioni scritte della sentenza entro circa 30 giorni dall’udienza.

Fonte: http://www.opinione.org/

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