CATANZARO – La Sorical vuole capirci di più. Convocato, infatti, per martedì prossimo il Consiglio di amministrazione della società che gestisce il ciclo delle acque in Calabria. L’intenzione del presidente Geppino Camo, nominato dalla Regione, è quella di verificare se e in che termini gli attuali assetti societari sono coinvolti nell’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Catanzaro, la quale ipotizza una vera e propria monopolizzazione degli appalti in uscita dalla società in favore di una cordata di imprenditori. [b]Tra gli indagati, infatti, c’è anche il nome dell’ex presidente e dell’ex amministratore delegato della Sorical, Felice Filocamo e Raimondo Besson. Quest’ultimo si era dimesso dalla società calabrese qualche mese fa, non appena era stato coinvolto dell’inchiesta su “Aqualatina” scattata in Lazio[/b]. Il punto oggi per Camo e per i componenti del Consiglio di amministrazione è capire se esistono collegamenti tra le ipotesi di reato prospettate dal pubblico ministero – abuso d’ufficio, truffa aggravata e turbativa della libertà d’incanto – e l’attuale gestione societaria. La considerazione che filtra in queste ore dagli uffici di viale Europa è che la Sorical non potrebbe essere coinvolta ad alcun titolo in questa vicenda. Martedì, comunque, la società si esprimerà in maniera ufficiale. La Sorical è una società a capitale misto pubblicoprivato, istituita nel corso della precedente legislatura regionale e attiva dal 1 novembre 2004, i cui soci pubblici sono la Regione, le Province, l’Anci regionale, ed ha il mandato di gestire il complesso infrastrutturale delle opere idropotabili della Regione e il connesso servizio di fornitura ai Comuni per trent’anni a partire dal 2004. Il capitale sociale della Sorical è detenuto per il 51% dalla Regione Calabria mentre il restante 49% da Acqua Calabria, la società costituita dal socio privato Enel Hydro, dopo l’uscita di scena dell’Acquedotto pugliese che ha ceduto all’Enel la propria partecipazione.
Fonte: Il Quotidiano del 15/05/2008
