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Regione Calabria e salvaguardia delle piccole imprese locali

[size=12]di [i]Maurizio Remo Reale[/i]

La storia della mia azienda inizia nel 1992 con l’apertura di una ditta individuale, gestita unicamente dal sottoscritto ed avviata esclusivamente grazie ad un prestito bancario (rimborsato in quattro anni), richiesto per l’acquisto del mio primo computer e per le spese di inizio attività.
Dopo diversi anni di grossi sacrifici, ristrettezze economiche e lavoro “onesto”, ero finalmente riuscito a realizzare il mio sogno, la mia azienda, infatti, si era trasformata in società e contava ben 17 dipendenti distribuiti in due sedi, una (la principale) in Calabria ed una in Abruzzo.
La mia azienda lavorava principalmente per conto della Regione Calabria nel settore della potabilizzazione delle acque, realizzando automazioni industriali ed assicurando, tra l’altro, sulla base di un regolare contratto, il noleggio di un impianto informatico con relativo servizio di assistenza tecnica 24 ore su 24.
Tale noleggio, si era reso necessario a causa di un guasto tecnico che aveva danneggiato irreparabilmente l’automatismo di un impianto di potabilizzazione. Il noleggio in questione, sarebbe dovuto durare circa due mesi ma, con il subentro della So.Ri.Cal. s.p.a. nella gestione dell’ex settore 19 Opere Idropotabili della Regione Calabria, il servizio da me offerto si è protratto per oltre due anni.
E’ accaduto, però, che la Regione Calabria, soltanto pochi mesi dopo la stipula del contratto, ha immotivatamente smesso di pagare le fatture emesse a fronte del servizio regolarmente reso. Inutili le mie proteste. Mi è stato solo comunicato, ma addirittura due anni dopo lo stop dei pagamenti, che il mio contratto di noleggio e manutenzione sarebbe stato “ceduto” dalla Regione Calabria a una società a partecipazione regionale, la “So.Ri.Cal. s.p.a.”, dal novembre del 2004.
Il servizio fornito dalla mia azienda, intanto, proseguiva con costi sempre maggiori e con un credito nei confronti della Regione sempre più alto.

Ho ritenuto, dopo la comunicazione della Regione, che la “So.Ri.Cal. s.p.a.” sarebbe subentrata nel contratto, onorando anche i precedenti pagamenti. Mi sbagliavo. La Regione, che in teoria dovrebbe sostenere l’economia e la piccola impresa, stava, in realtà, strozzando la mia azienda.
La “So.Ri.Cal. s.p.a.”, infatti, mi ha prima assicurato che avrebbe risolto il problema, ma poi, a distanza di due anni, dicendosi estranea al contratto stipulato dalla Regione, mi ha fatto sapere di essere disposta a liquidarmi poco più di 18mila euro a fronte degli oltre 200mila di crediti maturati.
La generosa offerta ricevuta dai responsabili della So.Ri.Cal s.p.a., oltre essere assurda, era corredata da una piccola condizione: “.. se vuoi continuare a lavorare con noi dei rinunciare al credito maturato..” e dalla frase “…ma tu davvero credevi che ti avremmo pagato tutti quei soldi???..”.
Non solo. La “So.Ri.Cal. s.p.a.”, infatti, si è ormai letteralmente appropriata dell’intero impianto informatico ma, ha addirittura “rubato” un tecnico della mia azienda, assumendolo alle proprie dipendenze.
A fronte di tutto questo, non ho ricevuto un solo euro né dalla Regione Calabria né dalla società “So.Ri.Cal. s.p.a.” e tutte le cause che abbiamo introdotto allo scopo, rimangono pendenti davanti al tribunale di Catanzaro.
Che cosa fare? Sono disperato. Ho già informato della vicenda la Procura delle Repubblica di Vibo Valentia e mi riservo ogni altra azione a tutela dei miei interessi, anche se, a distanza di quasi un anno dal deposito della querela, le forze dell’ordine non mi hanno ancora fatto sapere nulla, nonostante io sia in possesso di numerose prove documentali e registrazioni ambientali.
Restano senza difesa, invece, gli interessi della collettività e quelli delle altre imprese che, in futuro, potranno trovarsi alle prese con i “metodi” di una Regione che, pur esponendo la bandiera italiana, ne disonora, in realtà, i valori di lealtà e di correttezza istituzionale.[/size]

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