Le vicende che riguardano l’inchiesta su Acqualatina hanno avuto il merito di aprire interrogativi importanti, squarciando il velo di comoda indifferenza che circondava la gestione di servizi pubblici fondamentali.
Già prima della bufera che ha investito Paride Martella e gli altri suoi compagni di sventura, avevamo posto il problema della reale efficacia delle società partecipate con cui Provincia e Comune di Latina hanno gestito, negli ultimi anni, servizi ed interi settori. E’ bene, però, fare ordine, nel senso che il dito accusatorio verso uomini e situazioni ch hanno dato vita a quei carrozzoni, non può essere inquisitorio, ché quello è compito della magistratura. Irrinunciabile, invece, è analizzare l’aspetto politico e sociale della vicenda, chiedersi, cioè, se alla luce dei fatti ci sia sta leggerezza nella gestione del denaro pubblico e dei relativi servizi. L’obiettivo, chiaramente, è quello di migliorare gli stessi servizi e, per quanto possibile, anche le tasche dei cittadini. E non è un’analisi peregrina, considerato che, di recente, la stessa amministrazione provinciale ha liquidato due società partecipate ed altre due sta per chiudere, mentre la società che nel capoluogo gestisce i rifiuti e, nell’intera provinica, quella che si occupa del ciclo idrico, non danno segni di salute. L’indifferenza della classe politica, tutta, è allora inaccettabile. Chi, poi, ritiene di avere materiale utile per la magistratura, non deve far altro che salire le scale della Procura. Il resto è confusione quanto non pura demagogia.
Fonte: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=52297