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Besson si dimette da ad della Sorical

[size=12]Lunedì incontro tra parte pubblica e privata per decidere il da farsi

di [i]GIULIA VELTRI[/i]

CATANZARO – Raimondo Besson si è dimesso da amministratore delegato della Sorical e, con il passare dei giorni, scemano le possibilità che il fondo F21 possa subentrare nel Cda della società. Ore intense e convulse, dunque, per l’ente che in Calabria si occupa del servizio di fornitura dell’acqua potabile su tutto il territorio regionale. Come previsto dagli stessi vertici calabresi della società, l’arresto dell’ad per una vicenda che si è consumata in Lazio, non poteva non produrre effetti a pioggia anche in fondo allo Stivale, altro centro di azione del manager nominato dal centrodestra ma dato in quota ex Ds. Non appena si è diffusa la notizia della misura cautelare emessa nei suoi confronti, infatti, in tanti alla Regione che è socia di maggioranza della società si sono chiesti che cosa sarebbe successo a questo punto in Calabria. Partendo dal dato di fondo che la Regione non ha alcun potere di nomina e quindi di sfiducia nei confronti dell’amministratore delegato, scelto in base allo Statuto della società solo dalla componente privata. Alla componente pubblica, invece, spetta il diritto di spendere il nome del presidente. A levare tutti dallo “imbarazzo” ci ha pensato il diretto interessato che ieri mattina ha comunicato ufficialmente le sue dimissioni dal Cda. A questo punto, la palla ritorna di nuovo nelle mani del socio privato, la Violià, che a stretto giro dovrà decidere il successore di Besson. Ecco perché il presidente nominato dalla Regione Geppino Camo da ieri mattina è in contatto con gli altri componenti del consiglio e con il presidente Agazio Loiero per decidere insieme il da farsi. Entro lunedì – assicura Camo – sarà convocato il consiglio di amministrazione per stabilire insieme – parte pubblica e parte privata – come proseguire. Il fronte da tenere sotto controllo, però, a questo punto non è tanto l’organizzazione del consiglio di amministrazione, quanto gli assetti societari. Il fondo F21, infatti, in base alle notizie che arrivano proprio dalla Sorical starebbe pensando seriamente di non investire più in Calabria. Alla luce, molto probabilmente, delle clamorose novità giudiziarie, ma anche di una diffidenza di fondo manifestata chiaramente dalla Regione Calabria. Loiero, infatti, alla notizia della proposta di acquisto della F21 aveva sospeso ogni decisione e rimesso il caso nelle mani di una commissione speciale formata dagli assessori Luigi Incarnato, Mario Maiolo e dal vicepresidente Domenico Cersosimo. Su questa posizione di cautela a voler capir di più dell’investimento non si erano paradossalmente ritrovati i vertici della società, convinti della bontà della proposta di acquisto di F21. Poco prima che scoppiasse la grana giudiziaria di Besson, infatti, la Sorical aveva ufficialmente comunicato alla Regione di voler cedere il 15% delle quote private al primo fondo italiano per le infrastrutture, F21 per l’appunto, nato dalla collaborazione fra Cassa depositi e prestito, Unicredit, Banca Imi San Paolo e una serie di fondazioni bancarie. La proposta di acquisto non aveva però convinto fino in fondo la giunta regionale e una larga componente politica in Consiglio regionale. Chi invece sosteneva l’allargamento del Cda, poneva a supporto delle proprie ragioni la convenienza dell’operazione. Con il ricavato della vendita delle quote – questa la convinzione dei vertici societari – si sarebbero potuti effettuare una serie di investimenti sul fronte delle infrastrutture. Ad esempio nuove cabine elettriche utili alla produzione di energia e quindi foriere di un abbassamento dei costi delle tariffe. Anche in questo caso, a salvare tutti da decisioni difficili ci avrebbe pensato la F21, pronta a quanto pare a cambiare sede e oggetto dei propri investimenti.[/size]

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