I consiglieri regionali Giuseppe Gentile (F.I.), Alberto Sarra (A.N.), Michele Trematerra (U.D.C.), Francesco Galati (N. PSI), Domenico Crea (D.C. – Ind. M.p.A.), Sergio Abramo (Misto – Per la Calabria) hanno replicato in merito alla gestione della SoriCal
“E’ davvero singolare che alle questioni, tutte politiche, poste dal collega Sergio Abramo a proposito della vicenda SoRiCal sia stata la stessa società mista a replicare, piuttosto che soggetti del medesimo rango istituzionale di chi, quelle medesime questioni, ha evidenziato e non da oggi”. “Una replica, quindi, inopportuna e censurabile sul piano formale e che, una volta di più, dimostra come la società mista si senta evidentemente autorizzata, ma non si capisce bene da chi, a rispondere in nome e per conto della Regione e della politica. Entrambe, ancora una volta, colpevolmente assenti da una vicenda che riguarda un bene-patrimonio dei calabresi, l’acqua e gli interessi di quegli stessi calabresi che dovrebbero rappresentare invece una priorità per la Regione e per la politica. Ma la risposta arriva da SoRiCal ed è, per di più, una risposta generica e probabilmente anche poco veritiera”. “Con chi, la Regione, avrebbe effettuato un controllo costante e continuo sull’operato della società mista, se il personale regionale destinato a fungere da interfaccia e controllo proprio sulle attività gestionali di SoRiCal non ha mai svolto nessuna delle due funzioni? E ancora: risponde a verità che il Comitato di coordinamento e verifica dell’attuazione della convenzione tra Regione e SoRiCal, presieduto dall’assessore ai lavori pubblici, si riunisce mediamente ogni quindici giorni o piuttosto la verità è che si sarebbe riunito una o due volte in tre anni di attività della società mista?” “Quand’è che sarebbero migliorati la qualità e il livello dei servizi, visto che la rassegna stampa del solo anno 2007 nella solo provincia di Catanzaro è zeppa di articoli che denunciano emergenze e carenze idriche praticamente su tutto il territorio? In ordine poi alle tariffe, da quali tabelle è tratto il dato secondo cui i costi dell’acqua sarebbero diminuiti, quando persino autorevoli rappresentanti di maggioranza hanno pubblicamente denunciato la lievitazione delle tariffe stesse fino alla misura del 16,2% nel 2007 rispetto al 2001? Sono, questi, solo alcuni degli interrogativi che la puntuta replica di SoRiCal solleva ma ai quali potrebbero aggiungersene altri, relativi ad esempio agli investimenti: cosa si intende davvero per investimento? Anche le ordinarie manutenzioni debbono intendersi tali? Qual è l’effettivo margine di rischio per il socio privato? Quanto ha investito realmente nell’operazione? Quanto restituisce alla Regione in virtù del fatto che dispone di un patrimonio plurimilionario come le risorse idriche, al di là degli assetti societari che sono tutt’altra cosa rispetto, appunto, al patrimonio? Sono domande alle quali non la società mista ma il Governo regionale deve dare risposte”. “Nessuno vuole qui imbastire polemiche fini a se stesse sulla privatizzazione dell’acqua, né intraprendere battaglie preconcette e ideologiche. Si tratta di fare chiarezza e trasparenza su questioni che attengono all’interesse generale dei cittadini calabresi, che non possono essere trattati come si è tentato di fare in quei paesi del Terzo Mondo che però hanno avuto la capacità di sventare i tentativi di realizzare con il minimo sforzo il massimo profitto su un bene prezioso come l’acqua.
Fonte: http://www.dnanews.it/schede.asp?ID=26626
